In occasione del Salone di Detroit, l’amministratore delegato di Fiat Auto, Sergio Marchionne, ha affermato a proposito dell’Alfa Romeo: “Basta con le storie gloriose usate come alibi, le cavolate come i richiami a Nuvolari”. I richiami sarebbero poi le imprese leggendarie del mantovano volante con le Alfa Romeo. Due per tutte: Mille Miglia 1930, quella con la mitica 1750, e Gran Premio di Germania 1935. Marchionne non considera che l’Alfa Romeo è la storia dell’automobile. L’Alfa Romeo è la storia delle competizioni. Il passato, specie se leggendario e glorioso, quale è quello della Casa italiana, non lo si inventa negli uffici del marketing. Esso è il risultato dell’abilità di uomini, tecnici e maestranze, che si sono succedute nel tempo. Ancora negli Anni Settanta del secolo scorso, cioè una quarantina di anni fa, le “cavolate” dell’Alfa si chiamavano Giulia Sprint e Giulia GTA. Roba che quelli della BMW manco si sognavano. Un decennio prima, altra “cavolata”: l’Alfa inventa il motore di 1300 cc, che diventerà la cilindrata europea. Il passato glorioso, semmai, lo si compra.
L’affermzione di Marchionne rende scettici sul futuro dell’Alfa Romeo. Anche perchè desso ha messo alla guida del marchio il tedesco Harald Wester, già ad di Maserati e Abarth. Sostituisce Sergio Cravero, che a sua volta aveva preso il posto di Luca de Meo, passato al gruppo VW, il quale de Meo era stato chiamato per sostituire Antonio Baravalle, che aveva sostituito il tedesco Karl-Heinz Kalbell. Tutti cambi decisi sotto l’amministrazione Marchionne, cioè dal giugno 2004. Cinque dirigenti di massimo livelli in altrettanti anni.
A Ginevra sarà presentata la Giulietta, alla quale sono affidate le sorti del marchio, che al momento contare, quanto a vendite, praticamente soltanto sulla Mito, visto che la 159 sente il peso dell’età. L’impressione che in questo momento abbiamo è che il futuro dell’Alfa Romeo – e pure quello della Lancia, visto che è già stato fatto l’esperimento con la Delta marchiata Chrysler¬– sarà quello di marchio-cofano: un emblema che fregerà meccaniche Chrysler. Poco più di un richiamo. Quella sì sarebbe proprio una… cavolata.
Voi che cosa ne pensate?
Meravigliosa automobile questa “piccola ” Maserati!!! Sono già diversi anni che attendo una Baby Maserati a 4 porte nel segmento “E” di mercato (quello della “Classe E” o della “Serie 5″, per intenderci)!! L’acquisterei ad occhi chiusi, senza vederla neanche, tanto sono sicuro della classe, bellezza e prestigio dell’auto! Naturalmente con un bel diesel intorno ai 3.000 c.c. e 6 cilindri a V! Se davvero entrerà in produzione, l’acquisterò sicuramente!!! Spero che questo progetto non venga accantonato.
In passato ho avuto una Citroen “XM”, A.R. “166″ e attualmente posseggo una Jaguar diesel.
Potrò apparire desueto o iper conservatore, ma sono convinto che FIAT abbia rovinato l’Italia, sia “automobilisticamente” parlando che politicamente.
Lasciando da parte il lato politico - Termini Imerese docet -, è sotto gli occhi di tutti la “fine” che stanno facendo i marchi Alfa Romeo e, persin di più, Lancia, ovvero FIAT con carrozzeria ed interni differenti.
Per carità: ultimamente di modelli validi ce ne sono parecchi (500, Delta, la prossima Giulietta, la Grande Punto), però penso che le auto debbano possedere molto più di un bell’aspetto o di interni dalla fattura eccelsa. Devono possedere l’«anima», quella che fa venire il groppo in gola ed un senso di vuoto nello stomaco.
Le Alfa di una volta - la GT, la Giulietta spider, la Duetto, la Sprint - l’anima l’avevano. Il solo accendere quei motori era un’emozione unica. Oggi le auto sibilano, ronzano. Si guidano quasi da sole e questo è un bene, stante l’elevato numero di incapaci al volante e lo stato pietoso delle strade italiane. Non emozionano più, però. Peccato.
Quando Alfa Romeo, ma anche Lancia facevano AUTOMOBILI(dunque non oggi)gli altri facevano a mala pena BICICLETTE.
Non aggiungo altro perchè sento un coltello conficcato nel cuore che si rigira nelle carni ogni volta che sento le parole Alfa e Lancia
Per Mario Vezzini,
Scusa Mario, ma secondo te chi è che dirige il Gruppo FIAT (quindi fino a prova contraria anche Alfa Romeo)? Chi è che stabilisce che le Alfa devono essere costruite su piattaforma Grande Punto e Bravo con trazione anteriore schema McPherson e ruote interconnesse, piuttosto che trazione posteriore o integrale e bracci multipli? Chi è che stabilisce i budget per la componentistica, i controlli qualità, gli investimenti in ricerca e sviluppo? I vari manager Alfa che si sono succeduti (in media uno all’anno) hanno dovuto sviluppare le Alfa con questi “paletti”, salvo essere rimasti con il cerino in mano. Qualcuno capita l’”atmosfera” ha fatto le valige: De Meo (guarda caso emigrato in germania - gruppo Volkswagen. Secondo me Marchionne che da anni e non da ieri dirige il gruppo ha le maggiori responsabilità riguardo ad Alfa Romeo, solo che evidentemente ha già capito come funziona in Italia: i Dirigenti sono tali solo quando debbono riscuotere i maxi compensi, ma non hanno mai responsabilità. Guarda caso prima del suo avvento l’Alfa Romeo aveva iniziato una rinascita che lasciava intravedere un futuro con maggiore autonomia dalle piattaforme Fiat, con 147 e 156 che pur utilizzando basi telaistiche Fiat avevano schemi di sospensioni nettamente più sofosticati, ma inseguito con 159, brera, spider ed ora mito e giulietta si è tornati nettamente indietro anzichè andare avanti. Non è sufficente secondo me adottare diavolerie elettroniche per trasformare una Fiat grande punto o bravo che sia, in una Alfa Romeo.
Scusa, ma secondo me Marchionne sarebbe stato più onesto se avesse riconosciuto di aver sbagliato strategia con Alfa Romeo e avesse annunciato che intendeva cambiare per rilanciarla con un piano di investimenti serio, oppure che intendeva rinunciare al Marchio mettendolo sul mercato.
Grazie.
Le dichiarazioni di Marchionne sono a dir poco discutibili.Come se la responsabilità per le scarse vendite fossero del marchio e non degli uomini che lo hanno gestito,compreso l’ad che è in sella da 5 anni.In 5 anni hanno cambiato 5 amministratori delegati e anche questo è significativo,hanno continuato ad omogeneizzare i prodotti Alfa con quelli Fiat,differenziazioni sempre più contenute,motori inadeguati rispetto alla migliore concorrenza,peso eccessivo,assemblaggi scandalosi.L’Alfa significava passione,motori,piacere di guida,tenuta di strada.Adesso sono rimaste solo belle carrozzerie,ma i contenuti si sono annacquati.Che tristezza,eppure sono convinto che con gli opportuni investimenti è un marchio dal potenziale enorme e dal fascino indiscutibile, e poichè Fiat lo sa non lo cederà mai,continuando a farlo languire nell’incertezza del futuro.
Bellissima quella di amministrare i condomini.
scherzi a parte, secondo me Marchionne voleva riferirsi a situazioni impietose di automobili che costano quanto A3, serie 1, Serie 3, A4, classe C ecc ma che in termini di qualità hanno un valore decisamente inferiore…
Fintanto che si riesce a campare di storia ben venga…ma la rendita dev’essere appoggiata da una qualità del prodotto che giustifichi la spesa del cliente…
Quelli verso il passato devono essere richiami e non la politica su cui basare le strategie aziendali.
L’affidabilità è una delle caratteristiche essenziali che orienta un individuo nell’acquisto di una vettura: con affidabilità si intende la possibilità che il mezzo acquistato ci accompagni lungo i nostri tragitti senza incappare in problemi strettamente legati alla vettura stessa, quindi “il grado di rispondenza funzionale di un meccanismo”. E qui il buon mantovano volante ha ben poco da fare, le imprese agli albori della F1 pure…qui ci vuole qualità ed uno spiccato senso di proiezione al futuro, inteso anche semplicemente come quel lasso di tempo che va dal momento dell’acquisto fino al compimento dei 250000 km!!!
Chiedete agli sfasciacarrozze quali sono i pezzi più richiesti sul mercato e vi farete subito un’idea sulla longevità dei pezzi meccanici di un’automobile (potrebbe essere un’idea carina per un articolo, sciur Diretur!)
…morale, Marchionne ha ragione a far tremare l’Alfa…o ci si orienta alla qualità investendo in quella direzione o una casa produttrice di automobili per gente che vuole percorrere molti km ha vita breve…e gli unici acquirenti che rimarranno saranno gli instancabili romantici che si adattano alla situazione pur di poter dire: “IO SONO UN ALFISTA”
Grazie per l’attenzione
Matteo Vezzini
da anni leggo Auto e quando salta fuori il marchio Alfa Romeo ci sono sempre persone nostalgiche che ricordano con amore e passione le vecchie ALFA.
le parole di marchionne sono la mazzata finale che molti speravano di non dover mai sentire.
insultare un marchio che ha contribuito alla storia dell’ AUTOMOBILE e una cosa che nessuno può accettare.
ma vada ad amministrare i condomini!!!
Alfa Romeo è stata la prima a vincere in Formula Uno.
La prima “Rossa”.
Ma come fa Marchionne a produrre certe affermazioni?
Dovrebbe dire a chiare lettere: “Chiudiamo l’Alfa perchè non vende”.
Non mi pare intelligente non voler vendere un Marchio sul quale non si ripone la minima fiducia.
Se Marchionne mettesse in vendita l’Alfa, troverebbe acquirenti.
E nel giro di qualche anno, probabilmente il Biscione tornerebbe a volare alto.
Marchionne è abile per Fiat, qualcuno gli tolga dalle mani Alfa e Lancia!
Come ho già espresso in una occasione precedente, secondo me per i vertici Fiat contano solo il marchio principale e la Ferrari. Marchionne definisce “cavolate” i richiami al passato glorioso di Alfa, però poi ci propone la 500 abarth. Dice che “si è speso fin troppo per Alfa”, ma basta guardare la gamma attuale per rendersi conto che non è vero. Persino la Giulietta, auto del cosiddetto rilancio, nascerà solo a 5 porte perché farla a 3 “non serve” (persino la Kia Ceed è proposta in versione 3 porte).
Nel frattempo, la Ferrari si è impadronita della Formula 1, senza badare a spese, fino a sfrattare i dirigenti federali e sostituirli con altri di suo gradimento. Se poi vogliamo sostenere che Ferrari “ha fatto tutto da sola” chiediamoci come mai le sue strepitose vittorie sono iniziate dopo il ritiro dallo sport di Lancia (rally), e Alfa (turismo). Fiat ha scelto esplicitamente di concentrare i suoi sforzi sulla Ferrari e, implicitamente, di lasciar morire Lancia (le vendite erano legate ai successi sportivi, e la clientela si riorientò velocemente su altre auto ed altre marche, come Subaru) e Alfa (aveva bisogno di sport per mantenersi al passo con la fortissima concorrenza tedesca). Ora io non sono contro la Ferrari, per carità. Ma voi lascereste morire Mercedes e BMW per esaltare Porsche?
Le sparate di Marchionne sono damnatio memoriae e non promettono niente di buono. Non mi stupirei se la 169 e la Kamal, attese da anni, finissero per essere sostituite da una “baby maserati” e da un suv Fiat. E neanche se la Giulia, essendo ricavata dalla Giulietta, e quindi piccola come una Jetta e una S40, finisse per essere un flop. Non mi stupirei se la Mito venisse eliminata perché la Punto Evo Abarth (spinta dai rally) “vende di più”.
Il povero Marchionne potrebbe essere costretto ad ammettere che Alfa è una delusione e che è meglio abbandonare il marchio. Alfa Romeo come Pontiac (non come Saab, lì c’erano ancora uno stabilimento, un centro stile, uno di ricerca).
Disse un giorno l’Avvocato, commentando l’accordo Fiat-GM: “Fiat e General Motors condividono gli stessi valori”. Temo che avesse ragione.
La situazione ormai è difficilmente recuperabile, soprattutto considerando che in 20 anni di gestione, solo fra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio Fiat è riuscita a fornire un prodotto sufficientemente degno del blasone Alfa Romeo (e difatti le vendite ci sono sate e pure l’attivo in bilancio)…gli Alfisti auspicano una vendita/spin-off del Marchio a chi abbia più capacità/risorse/volontà di riprendere il cammino interrotto 20 anni fà…se non ci fossero le condizioni per questa operazione, il destino di Alfa sotto la gestione Fiat è forse segnato…:(
Sono pienamente daccordo con l’articolo… le “cavolate” semmai sono quelle che sta facendo Marchionne, specialmente lanciandosi in dichiarazioni assolutamente discutibili. Cavolate?! “I richiami a Nuvolari” sono cavolate ma continuare a produrre “nuove” Giulietta e Delta, che con le precedenti non centrano niente, e che praticamente sono poco più di una Fiat non è una CAVOLATA? Costruire il prestigio ed i successi di un marchio è difficile, ci vuole molto tempo e fatica, mentre a distruggere tutto è molto più facile… è evidente che Marchionne preferisce le cose facili!
Sono combattuto…anch’io sogno delle Alfa a trazione posteriore e sportive com’erano un tempo ma spesso nella vita, ragionando con il cuore, si va in contro ad amare delusioni.E’ anche vero che trattare così l’Alfa Romeo è del tutto IRRISPETTOSO!
Dalle ultime dichiarazioni e provvedimenti di Marchionne si evince quanto segue:
1-sviluppo nuove alfa bloccato a data da destinarsi;
2-anche le Nobili Maserati saranno come le Abarth delle Fiat rimarchiate;
3-le nuove Alfa - se mai esisteranno - sfrutteranno la fantastica tecnologia Chrysler (che ha portato al fallimento di quest’ultima);
4-lo sviluppo delle nuove Alfa (quale?) sarà finanziato dalle vendite di Mito e Giulietta (sic!).
Complimenti a Marchionne e a tutto il Gruppo Fiat che dopo aver fatto chiudere Innocenti, Autobianchi, SEAT (che ha venduto a VAG che ora gli fa concorrenza vendendo più di Alfa e Lancia messe insieme); procederà nel far chiudere nell’ordine Alfa Romeo, Lancia, Maserati, dopodichè gli americani si riprenderanno Chrysler e Fiat affonderà da sola.
L’unica che vedo messa bene è Ferrari dove i manager Fiat credo che non li facciano neanche entrare (fin’ora).
Si rischia di perdere l’identità dei marchi. Alfa “cuore sportivo” ormai ha poche differenze rispetto alle cugine fiat. Lancia è lasciata a se stessa con solo la Delta (che delta non è). Ci si sta orientando molto di più a marchio generalista con macchine che vadano bene a un vasto pubblico evitando le nicchie di mercato.
Sono d’accordo che non si possa vivere pensando a un passato che non esiste più.
Questo non vuole dire che si debba dimenticare le proprie radici.
Se in FIAT qualcuno avesse studiato la storia dell’ALFA ROMEO e degli uomini che l’hanno resa grande,forse la casa del Portello sarebbe oggi non inferiore a BMW e certe parole non verrebbero pronunciate.