
La Fiat, nell’incontro col Governo italiano, ha fatto sapere di non essere interessata agli incentivi statali, quanto piuttosto a una politica industriale; ma quale? In gioco, in realtà, c’è quel poco, ma davvero poco, che resta del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dei suoi 1.658 dipendenti, senza contare l’indotto. L’avvocato Montezemolo ha anche aggiunto che la Fiat non ha ricevuto un euro dallo stato, precisando però “Da quando c’è Marchionne”. Ricordiamo, comunque, che l’Europa vieta gli aiuti di stato alle industrie.
Il Governo aveva lasciato intravedere che l’eventuale rinnovo degli incentivi sarebbe stato legato a un effettivo aumento della produzione Fiat in Italia. Dunque, legata alla salvaguardia dei posti di lavoro. Da questa sorta di sconto statale riconosciuto a chi acquista una vettura nuova – con determinati requisiti, quale il basso impatto ambientale. indicato in un’emissione di anidride carbonica inferiore a 140 grammi per km – ne hanno giovato i cosiddetti costruttori generalisti, e ne ha giovato soprattutto la Fiat, che detiene la quota maggiore del mercato nazionale, il 32 per cento. È perciò difficile credere che l’industria guidata da Montezemolo e Marchionne non sia interessata agli incentivi. È strano questa retromarcia: lo scorso settembre proprio l’amministratore delegato Sergio Marchionne aveva chiesto di estendere gli incentivi auto anche nel 2010. I dati degli ordini di gennaio 2010 – gli ordini, non le immatricolazioni – confermano infatti in calo di oltre il dieci per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Gli incentivi sono, secondo l’opinione di molti, un modo per drogare il mercato dell’auto; per spingere appunto le vendite di vetture nuove in momenti di forte crisi. Servono, aggiungiamo noi, anche per rinnovare un parco-macchine che in Italia è tra i più vecchi d’Europa. Servono cioè a eliminare, rottamandoli, modelli che consumano parecchio, e a togliere dalla circolazione quelli che sono anche pochi sicuri.
Che cosa ne pensate di questo braccio di ferro tra la Fiat e il Governo italiano e degli incentivi?
penso che le sorti di termini imerese siano condizionate dall’affare chrysler.
mi piacerebbe conoscere meglio i termini degli accordi tra fiat, governo usa e governo italiano (se questultimo ha preso parte alla trattativa, naturalmente).
Fiat è un grande gruppo industriale, ma non può pretendere che il paese sia a suoi piedi. Purtroppo, la politica ha assecondato troppo questa grande azienda in passato, viziandola: la donazione dell’Alfa Romeo, gli incentivi mirati (l’Italia è l’unico paese che privilegia le auto a metano rispetto a quelle a GPL), anni di agevolazioni fiscali ed ammorizzatori sociali “ad hoc”… sarebbe ora di finirla.
Fiat vuole chiudere Termini e Pomigliano? Bene, che lo faccia pure, è una società privata e segue giustamente i suoi interessi. Lo Stato, anziché versare l’ennesima inutile tassa a sua maestà Luca Cordero di Montezemolo, li investirà per riqualificare il sito e rioccupare i lavoratori. E gli italiani premieranno la Fiat sul mercato, finendola di bersi lo slogan “buy Italian, buy Fiat”.
oramai senza incentivi la gente difficilmente cambia l’ auto.
sono quasi sicuro che la fiat rifiuta questi solo per dare il colpo di grazia a quei stabilimenti ormai precari: niente incentivi, ulteriore calo di immatricolazioni ed ecco servito su un piatto d’ argento il motivo per cui si devono chiudere i battenti.
montezemolo dice che la fiat non ha ricevuto soldi dallo stato….ci credo, ormai si erano già costruiti il loro impero all’estero CON I NOSTRI SOLDI, non ne hanno più necessità ora ( sfruttano la bassa manovalanza estera ), gli rimane solo da sbarazzarsi delle ” zavorre ” che sono gli stabilimenti che hanno qui in ITALIA!!!!!!!!
si devono solo vergognare ogni volta che aprono bocca….o anche solo quando pensano di farlo!
io tengo la mia vecchia alfa e a milano c lascio i milanesi che s lamentano delle auto e nn sanno che le loro caldaie a gasolio inquinano 4 volte d + dell’autotrazione
Marchionne ha affermato che FIAT può fare a meno di incentivi perché,opinione mia,non vuole essere in futuro ricattato dallo Stato.
Le voci che circolano tra i palazzi sono che gli incentivi potrebbero essere dati a patto che venga mantenuta e incrementata l’occupazione in Italia.
Sono convinto che Marchionne non solo voglia chiudere Termini Imerese ma,nel tempo,anche Pomigliano.
Il non dover favori al governo (come se lo stato non avesse mai dato soldi alla FIAT nelle gestioni prima di lui!) lo metterebbe in una situazione di poter essere più libero nelle sue scelte.
Rimango dell’idea che alla fine gli incentivi verranno confermati,i costruttori di automobili venderanno qualche vettura in più,lo Stato di certo non ci perderà e il consumatore lo prenderà come al solito in quel posto (vorrei sapere quanti hanno comprato l’auto nuova e Domenica scorsa si sono visti negare l’entrata in Milano).