Venerdì 19 Febbraio 2010

Le sportive a elevate prestazioni con motore ibrido hanno un senso?

 
 
 

Chi acquista una vettura sportiva a elevate prestazioni non lo fa soltanto per il fascino che quel genere di automobili esecitano, o per il prestigio di possedere un prodotto esclusivo, ma anche per il semplice e impagabile piacere di guidare. Cioè, per le sensazioni che solamente quei modelli sanno dare. Non è unicamente un fatto di potenza elevata, ma di come essa si esprime e si armonizza con tutte le altre componenti meccaniche. Ecco quindi l’accelerazione e la ripresa, la frenata, la tenuta di strada e la stabilità, la rapidità del cambio, le sospensioni che tengono incollati al terreno. Chi ha avuto la fortuna o il privilegio di pilotare in circuito, per esempio, Porsche 911, Ferrari 430, Lamborghini Gallardo, oppure BMW M3, Mercedes AMG, Corvette, Nissan 370Z, potrebbe raccontare delle emozioni provate: traiettorie precise, curve percorse sfruttando l’elasticità del motore, e altre cose piacevoli.

Adesso, più per una faccenda di immagine “ecologica” che di reale necessità, anche i costruttori di vetture sportive stanno considerando modelli sì a elevate prestazioni ma “puliti”, almeno nel nome. Ha cominciato la Porsche con una versione ibrida – 6 cilindri benzina accoppiato a due unità elettriche – ed pronta per la presentazione anche una Ferrari 599 ibrida, mentre la Mercedes ha fatto sapere di un progetto della supercar SLS AMG con una tecnologia analoga. A Monaco di Baviera, inoltre, quelli della BMW stanno lavorando su una M3 pure esse ibrida. Sta dunque per nascere una generazione di “ecosportive”?

Tanto per sgomberare il campo dagli equivoci, va precisato che nel caso della Porsche 911 GT3R Hybrid – che sarà schierata alla 24 Ore del Nurburgring di fine maggio – la funzione dei due motori elettrici non è quella di alimentare la vettura alle basse velocità, come invece accade per le ibride tradizionali, ma di assicurare un surplus di potenza per circa 6 secondi: il pilota può cioè disporre di una spinta supplementare, per esempio per effettuare un sorpasso. Insomma, un sistema assimilabile al Kers usato in Formula 1 l’anno scorso da alcune scuderie.

Se la tecnologia della doppia alimentazione benzina-elettrica rappresenta certamente una carta da giocare per la riduzione delle emissione di anidride carbonica, e perciò ha un’importanza sia industriale sia soprattutto sociale, come dimostra l’accelerazione impressa da alcuni grandi costruttori a questa soluzione, essa ci pare del tutto inutile per le sportive a elevate prestazioni: non ha alcuna utilità per così dire ecologica.

È tuttavia probabile che fra qualche anno, con l’evolversi della tecnologia, le super sportive saranno ibride; quelle completamente elettriche, anche se ancora super, sono già una realtà, per esempio l’americana Tesla. Magari la potenza sarà equamente spartita tra motore tradizionale e unità elettriche. Ma saranno vetture diverse da guidare. Nel senso che il bello di queste macchine è anche il modo in cui si sviluppa e si manifesta la potenza: niente dà più soddisfazione che controllare con l’acceleratore un motore a benzina con qualità “corsaiole”. Niente, ne siamo convinti, eguaglierà mai questo genere di propulsore.

Ci chiediamo, dunque: dobbiamo rassegnarsi a un futuro prossimo in cui le sportive saranno progressivamente meno purosangue? Questo tipo di automobile, che comunque rappresenta una nicchia di mercato, resisterà? E ancora: senza scomodare i modelli a elevate prestazioni, la propulsione elettrica per quelli comunque di intonazione sportiva è accettabile?

Voi che cosa ne pensate?

 
 
 
 
 
 
 
 
Commenti
  • Amedeo Febbraio 21, 2010 - 11:23 pm

    facciamo chiarezza: al mondo ci sono le macchine e le AUTOMOBILI.
    le macchine sono quelle che i poveri cristiani come me si possono comprare donando qualche litro di sangue o donando qualche organo, le AUTOMOBILI sono quelle che pochi fortunati possono permettersi e che devono avere poche ma essenziali caratteristiche tra cui non rientrano ne l’ alimentazione a gasolio ne l’ibrida.
    insomma, quanto potranno mai incidere sull’ inquinamento queste AUTO?
    spero non arrivi mai il giorno in cui su una Ferrari, una Lambo o una Porsche ci sarà la tecnologia usata su una Prius, sarebbe la fine……altro che 2012!!!!!

 
 
 
 
 

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