Cosa c’è dietro il piano-Marchionne che ha disegnato il futuro della Fiat fino al 2014? Cerchiamo di approfondire quello che i quotidiani hanno trascurato. Partendo proprio dalla divisione della società e dalle cifre, per continuare con i modelli nuovi e con quelli che invece verranno soppressi.
Il piano prevede lo scorporo del settore auto dal resto dell’attività di Fiat. Quindi camion (Iveco), trattori (CNH) e una parte dell’attività industriale di Fiat Powertrain convergerà sotto una nuova società chiamata Fiat Industrial. Se andiamo a dividere i fatturati delle due società come se la divisione fosse già operativa si scopre che il mondo dell’auto ricava quest’anno 32 miliardi di euro, quello Industrial (trattori più camion) quasi la metà: 19 miliardi di euro. Ma le previsioni dicono che nel 2014, al termine del piano quinquennale, Fiat (quella Auto) avrà raddoppiato i suoi ricavi passando da 32 a 64 miliardi di euro, con un utile dell’ordine di qualche miliardo.
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Una proposta irriverente o una provocazione? Qualcuno la contesterà subito per partito preso perché ogni proposta politica da noi viene subito giudicata in base allo schieramento politico da cui proviene. Ma in questo caso l’idea va spiegata con cura, perché tra le tante a sproposito uscite dal mondo politico, questa ha un fondamento logico inappuntabile.
La proposta è quella è di dare più punti patente a chi possiede la licenza da pilota. Ed è dell’onorevole Gianluca Pini, un parlamentare della Repubblica, il quale cercherà di portarla avanti in sede istituzionale.
Pini è romagnolo con una passione sviscerata per i rally. Proprio domenica scorsa ha disputato il rally di Castrocaro Terme con una Ford Escort, un gara che fa parte del circuito RallyRonde. Là, tra una speciale e l’altra, raccontava nel parco assistenza il suo progetto che ha affinato negli ultimi mesi partendo da un ragionamento ben preciso. Leggi tutto
Schumacher perde il pelo ma non il vizio. Gli si sono ingrigiti i capelli, ha perso la velocità che aveva sul giro secco da qualifica dieci anni fa, ma non rinuncia a cercare ogni piccolo espediente per infastidire un avversario. Con le buone o con le cattive. L’ultima che ha fatto è la trovata degli specchietti retrovisori. Provvedimento preso dalla Fia ma dietro al quale si nasconde la longa manus del tedesco.
La storia è ormai nota: la Federazione ha imposto a sei team di F.1, tra cui la Ferrari, di modificare dalla prossima gara i retrovisori. Queste sei squadre sono quelle che montano gli specchietti su paratie verticali con funzione aerodinamica, invece che averli regolarmente attaccati alla carrozzeria. Fra loro, oltre a Ferrari, ci sono Red Bull, Sauber, Force India, Williams e Hispania. Leggi tutto