Giovedì 20 Maggio 2010

I “cecchini” che colpiscono dai cavalcavia

 
 
 


Un proverbio afferma “La madre degli imbecilli è sempre incinta”. Nel caso che tratteremo l’adagio popolare può, tragicamente, essere modificato in “La mamma dei criminali è sempre incinta”. Il drammatico fenomeno del lancio di sassi, o di atri oggetti pericolosi, dai cavalcavia che sovrastano le autostrade e le statali non si è affatto attenuato. Da un indagine condotta dall’osservatorio dell’Asaps – Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale – risulta che nei primi cinque mesi dell’anno si sono verificati 20 lanci dai cavalcavia, di cui 8 in autostrada e 12 su strade extra urbane. Il bilancio dei “cecchini “ è stato di cinque feriti. Il fenomeno è dunque statisticamente ancora diffuso, considerando che in tutto il 2009 sono stati registrati 30 episodi accertati con 9 feriti. È di questi giorni la notizia del lanci di tondini e spranghe di ferro sull’autostrada dei Laghi, la A8, che ha provocato il ferimento di un autista di autobus; e avrebbe potuto causare una strage.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 5436/2005, aveva chiaramente spiegato che “il lancio di oggetti diretto verso veicoli in movimento costituisce dolo diretto e non eventuale”. Eppure, non sempre ai criminali che lanciano sassi, e che vengono arrestati, sono inflitte pene esemplari. Ricordiamo un caso, che vale per tanti altri. Il Tribunale di Sondrio, lo scorso ottobre, ha condannato a soltanto otto mesi di carcere un giovane ucraino che nel dicembre del 2006 aveva scagliato un sasso da un cavalcavia ferroviario nel tentativo di provocare lesioni ai due uomini passando sotto il cavalcavia con l’auto. Secondo le indagini condotte dall’autorità giudiziaria, il giovane avrebbe avuto precedentemente a che dire con i due dell’automobile, e avrebbe quindi deciso di colpirli lanciando un sasso dal cavalcavia. La grossa pietra colpì invece un’altra vettura, guidata da donna; che, fortunatamente, non riporto lesioni. Otto mesi di reclusione – semmai realmente scontati – per un tentato omicidio sono una sfida al buon senso, alla giustizia.
L’errore è continuare a considerare che il lancio di sassi – e sassi è un termine che comprende tutti gli oggetti di una certa dimensione – sia in fenomeno sporadico. Non lo è affatto visto le segnalazioni che ogni giorno arrivano alla Polizia. E non è purtroppo neppure nuovo. Ricorderete l’episodio di Maria Letizia Berdini, la giovane uccisa nel 1997 vicino ad Alessandria da una grossa pietra lanciata da un gruppo di giovani “cecchini dei cavalcavia”, in seguito tutti arrestati, e condannati. La condanna, ecco il punto. Chi è sorpreso in flagranza di reato va punito in maniera esemplare; e per farlo vanno inasprite le pene. Otto mesi per il lancio di una pietra e un tentato omicidio sono francamente una presa in giro.

Voi che cosa ne pensate?

 
 
 
 
 
 
 
 
Commenti
  • Fabio Agosto 18, 2010 - 10:03 am

    Toccante e drammaticamete vero il commento del Sig.Fiorillo,io,senza paura di essere tacciato di razzismo o addirittura di fascismo,questi animali li condannerei alla pena più atroce e cruenta che esista,per loro servirebbero le torture da medio evo,perchè quella è l’epoca in cui le loro miserabili esistenze stanno ancora vivendo.Mi dispiace che SOLO uno di quei maledetti assassini sia morto,auguro a tutti gli altri di fare in fretta la medesima fine,non prima però di aver passato nella loro inutile vita,il dolore e lo strazio a cui loro hanno condannato i parenti della povera Letizia.
    E insieme a loro,lo stesso augurio va a coloro che li hanno rimessi in libertà!

  • Cesare Giugno 3, 2010 - 9:26 am

    visto che i cavalcavia servono solo agli abitanti dei comuni in cui passa l’autostrada o la strada statale , dovrebbero obbligare i comuni a provvedere, a loro spese, a chiudere tutti i cavalcavia con una rete metallica semicircolare in modo da non lasciare varche ai lanciatori di sassi

  • Mario Fiorillo Giugno 2, 2010 - 8:43 pm

    Maria Letizia Berdini la conoscevo, e abbastanza bene.

    E’ stata uccisa una sera, andava a Parigi per la prima volta in vita sua con il marito che aveva sposato da pochissimo.

    Al cavalcavia che poi sarebbe stato numerato (dopo il suo omicidio li hanno numerati tutti) con il numero 68, a Tortona, vicino al piccolo Santuario della Cavallosa ha trovato la morte.

    Vado ogniqualvolta passo nelle vicinanze ad accendere un cero in sua memoria, so che i genitori - psicologicamente distrutti dal fatto - si sono ritirati in Umbria, mentre Letizia riposa nel cimitero di Civitanova Marche, suo paese natio.

    Potrei anche raccontare di quanto Letizia si era sudata quello che nella vita aveva conquistato, potrei scrivere di una voce sensazionale che le consentiva di cantare nei piano bar la sera e di registrare il tutto esaurito per la sua strepitosa bravura.

    Ma in fondo quando porti le persone nel cuore è facile fare l’elenco delle cose che ti piacevano, e per le quali a modo loro, ognuna nel ricordo si distingueva in vita.

    La cosa che mi fa arrabbiare, che mi isola dai buoni propositi e dalla fiducia nella Legge e nel senso di giustizia di uno Stato che non perde occasione per definirsi democratico è QUANTO HANNO PAGATO i ragazzi che hanno spento la vita di Letizia, e compromesso irrimediabilmente le vite di le era legata.

    Poco, pochissimo.

    Posso dire nulla?

    Quanto vale la vita in termini di anni?

    Quanto pesano le attenuanti per chi uccide?

    Certo, in strada si può ammazzare qualcuno investendo il ciclista contromano al buio a luci spente.

    E si può ammazzare lanciando pietre da svariati chili alla cieca da un ponte sulle auto che passano.

    Il risultato è sempre una morte, un lutto, una tragedia.

    Ma a mio vedere c’è differenza quando ammazzi “per noia”, o “per disagio sociale” come mi è toccato leggere e inghiottire sulla stampa di quel periodo.

    Come se Tortona fosse la culla del malessere assoluto, non come se si avessero davanti CINQUE IDIOTI che si sono prima coperti a oltranza l’un con l’altro, e poi sputtanati per risicare uno sconto di pena.

    Comunque sia, per il principio enunciato in partenza, le condanne che in primo grado erano state chieste per 28 anni per quattro dei cinque imputati (il quinto se la cava con le attenuanti del “concorso”) sono state poi commutate in 18 anni e rotti.

    Poi per alcuni di loro è stato predisposta la pena ai domiciliari, e in comunità di recupero, sempre nell’ottica di un buonismo ipocrita che detesto e che è molto in voga anche quando dall’altra parte hai una lapide con una ragazza sepolta a 30 anni senza nemmeno più un volto intero da salutare, fracassato dalla “noia” di questi ragazzi.

    I diciotto anni sono diventati 13 per “buona condotta”.

    La realtà è che oggi, 2010, i ragazzi di Tortona (a parte uno che mi pare sia morto per droga), sono tutti liberi e belli.

    La pena reale scontata non ha raggiunto, complici gli ultimi arrotondamenti ottenuti dall’indulto, i dodici anni.

    Dodici anni.

    A me fa un po’ schifo.

    Una giustizia che regala mezzo secolo di prospettiva di vita da cittadini LIBERI a persone che ne hanno spenta una a trenta anni.

    Per “noia”.

    Io faccio fatica da un paio di anni ad andare a mettere un fiore sulla tomba di Letizia : lei è lì dentro, vestita se non erro con il suo abito da sposa, e io qui, in piedi, nel mondo dei vivi, a fare da spettatore a un sistema di cose che sostanzialmente l’ha già dimenticata.

    Ha già reso “pagata” la sua vita spezzata, ha già deciso che si…in fondo è stata uccisa per il più stupido dei motivi per cui si può uccidere, ma è altersì vero che ci sarà stato qualche giudice e qualche avvocato che a un dato momento avrà derubricato il tutto.

    Perchè va bene applicare le Leggi, ma se c’erano leggi da 27/30 anni per un reato, farli diventare un terzo non è applicare la Legge ma interpretarla, e farlo nel modo più conveniente non per la vittima (come dovrebbe essere logico) ma per il colpevole.

    Quindi a un certo punto qualche giudice, il cui giudizio umano oltrechè professionale si qualifica con il suo operato, avrà detto, ragionato, concluso che si, Letizia è morta ma in fondo non è così grave.

    Sennò non si spiega, sennò non arrivi a 12 anni, di cui la gran parte a casa a guardare la tv, per uccidere una persona a sassate per noia.

    Queste parole magari le censurerete, magari mi darete del giustizialista o del fascista : in Italia se chiedi le cose a voce alta, o se chiedi semplicemente di applicare le regole e fare giustizia si sente subito in modo compulsivo il bisogno di metterti un’etichetta politica o ideologica.

    A me della politica, di cui sono stato in gioventù attivista e convinto sostenitore, non me ne frega proprio nulla.

    Non me ne frega PIU’ nulla, se è la politica che condiziona le Leggi (che a scuola mi insegnavano essere fatte in Parlamento) e se le Leggi sono queste.

    E io, che posso permettermi di dividere anche la mia vita in gioventù e nell’età adulta di questi anni sono già un privilegiato : Letizia non ha potuto strappare questi fogli di calendario, e avrebbe avuto pieno diritto - invece - di crescere, fare figli, invecchiare in pace e serenità con i suoi cari intorno.

    Se non fosse stato per la “noia” e il “disagio sociale” di un manipolo di mezze calzette di provincia che hanno spento il suo interruttore.

    Dodici anni.

    No…decisamente quando passo alla Cavallosa mi è naturale accendere un cero per la sua memoria, ma da Italiano e da cittadino non riesco ad andare sulla sua tomba ancora a mettere un fiore.

    Chissà se esiste un aldilà e se chi c’è arrivato può vederci : se così fosse cara Letizia, scusami per questo schifo di Stato.

  • carlo Maggio 29, 2010 - 11:25 pm

    Cosa fanno i giudici? Qual’è lo scopo di NON colpire questi criminali? Conviene a qualcuno?
    Via dalla magistratura chi non applica le GIUSTE pene!!!!
    Via dalla magistratura chi contesta le leggi e NON le applica!!!
    Amen!

  • Steu Maggio 29, 2010 - 9:50 am

    Fino a quando in italia comanderà la magistratura,questi reati saranno sempre impuniti,perchè comandano loro,altro che balle.
    Preferiscono arrestare chi evade o fa una fattura falsa ,meglio se si tratta di personaggi famosi per fare belli i titoli dei giornali,piuttosto che sbettere dentro i delinquenti,quelli pericolosi per la gente comune!
    Non gliene frega niente a nessuno se questi animali ammazzano il sig.Bianchi di milano,non fa notizia.Meglio farsi pubblicità per aver intercettato il noto imprenditore che porta i soldi in lussemburgo,così si che si tutela la sicurezza dei cittadini!!

  • Alfredo Maggio 28, 2010 - 3:55 pm

    Finchè in Italia i carcerati prima di tutto non ottengono le pene giuste poi tutti gli sconti quindi perchè essere onesti tanto si va quasi in vacanza ecco perchè c`è tutto questo casino.
    Basta pene più severe e tutte da scontare.

  • V6Busso Maggio 28, 2010 - 9:31 am

    Il problema è sempre lo stesso:manca la certezza della pena.
    Dai teppisti da stadio,ai delinquenti che lanciano sassi dai cavalcavia,passando per stupratori e altro,nessuno in Italia sconta la pena.Qualsiasi cavillo giudiziario basta per far evitare la galera a queste bestie.
    Sono convinto che se si cominciasse a far marcire in galera qualcuno,alcuni reati diminuirebbero.

  • Gpower Maggio 27, 2010 - 9:22 pm

    Nei paese islamici non c’è democrazia? Siamo sicuri e contenti della nostra “democrazia”? Perchè questi fatti da loro non accadono? Semplice: gli tagliano le mani o li mettono in cella (…in cella, non in hotel….) buttando via la chiave.

  • Amedeo Maggio 24, 2010 - 12:30 am

    penso che il problema si potrà risolvere solo quando questi assassini decideranno di lanciarsi loro da un cavalcavia invece che buttare sassi.
    persone(?) che, parole loro, commettono certi gesti per noia, per “AMMAZZARE IL TEMPO”, non devono avere sconti di pena, ma sopratutto DEVONO AVERE UNA PENA.
    ma questo è uno sfogo personale, so che non succederà mai

  • fabio Maggio 23, 2010 - 2:54 pm

    in risposta a Fabio Maggio 21, 2010 - 8:10 pm
    i giudici non centrano nulla devono solo apllicare la legge, il problema è che in Italia non c’è la certezza della pena…molto semplice sarebbe fare una legge ad goc a tal reato corrispondende tale sanzione…i lavori forzati sono una provocazione,ma quando si legge di gente innocente che perde la vita e lascia i propri cari senza motivo viene tanta rabbia!!!

  • xxx Maggio 23, 2010 - 2:45 pm

    chi è che cancella e modifica i miei post????

  • fabio Maggio 23, 2010 - 1:48 pm

    IN RISPOSTA A Fabio del terzo commento:
    i giudici centrano poco, loro applicano la legge e altro non possono fare!!!se ci fossero leggi più severe loro sicuramente le applicherebbero.Il mio post era una provocazione,però leggi severe e certezza della pena ci vorrebbero, e ripeto i giudici non centrano nulla , anzi io li ammiro tantissimo perchè è un lavoro molto difficile dover decidere cose importanti…non hanno gli strumenti!!!Bisogna Darglieli!!! ciao a tutti

  • fabio Maggio 23, 2010 - 11:51 am

    E R G A S T O L O!!!!! con lavori forzati per 16 ore tutti i giorni senza ferie ne festività mangiare pane e acqua niente tv e nulla di nulla, i prodotti e manofatti degli ergastolani a prezzi stracciati alla comunità per ripagare il disagio e i costi sostenuti per le loro azioni criminali; in un colpo solo faccio giustizia e faccio concorrenza ai cinesi!!!(ma questo è infattibile….)

  • tonsof Maggio 22, 2010 - 12:05 pm

    Buongiorno, penso che siano pochi dovrebbero essere anni non mesi,sempre che si tratti solo di “tentata strage” e non di omicidio.

  • Fabio Maggio 21, 2010 - 8:10 pm

    Una vergogna,probabilmente solo “tutta italiana”.
    Ai killer di Maria Letizia Berdini va dato l’ergastolo con lavori forzati,a chi tira qualsiasi cosa dai cavalcavia,io darei 30 anni come minimo,invece per quei giudici intelligenti che dopo 6 mesi li rimettono in libertà non c’è pena che tenga!
    Bisogna solo sperare che uno di quei bastardi che loro hanno fatto rilasciare,ammazzi quelcuno della loro famiglia,o di qualche politico che li difende,solo così..forse, si prenderanno in considerazione condanne esemplari.In questo paese si è tutelati solo se si delinque,per le persone normali e civili solo doveri,limiti,e imposizioni da dittatura da parte dello stato.

 
 
 
 
 

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