Giovedì 29 Dicembre 2011

Blog del Direttore / Il Governo e il bancomat chiamato auto

 
 
 

Secondo il rapporto “Aci-Censis Automobile 2011”, un italiano su cinque ha ridotto l’utilizzo della vettura. Colpa dei continui, e quasi sempre ingiustificati aumenti del carburante; colpa dei costi di gestione; colpa della crisi economica che sta mordendo ormai da tre anni. E morderà terribilmente anche nel 2012. Anzi, morderà di più visto che il governo di Monti&C – il cosiddetto governo dei professori – ha deliberato la manovra “Salva Italia” da 25 miliardi di euro. Di tasse. Calate un po’ ovunque. Anche, come hanno sempre fatto tutti i governi, sull’automobile. Ed ecco, dunque, la tassa sui modelli di lusso. Che in realtà è una imposta sulla potenza. L’addizionale erariale è applicata cioè sulle vetture con motori superiori 185 kW, 252 cavalli. Il superbollo è di 20 euro per ogni kW in eccesso. Non si è dunque tassato il lusso nemmeno il lusso fosse un reato – ma si è giustificato il modo per fare banalmente cassa. Leggi tutto

 
 
 
 
Mercoledì 19 Ottobre 2011

Blog del Direttore / L’auto elettrica non decolla in Italia né in Europa. Eppure…

 
 
 

Tutti, o quasi tutti, le elogiano. Affermano che rappresentano il futuro della mobilità. Che sono ecologiche, cioè pulite. I politici, soprattutto quelli italiani, che a quanto a ipocrisia sono i migliori in Europa se non addirittura nel mondo, non perdono occasione per magnificarne le qualità. Senza saperne niente. I sindacati – quelli delle vertenze Fiat – sostengono che bisogna ripensare il tipo di vettura da costruire, e perciò Sergio Marchionne è su “quelle” deve puntare. “Quelle” sono le automobili elettriche, spinte cioè da motori alimentati da batterie. Considerando la quantità di gente che si sgola per promuoverne i vantaggi, ci si immagina che in Italia stiano avendo un successo strepitoso. È così? Leggi tutto

 
 
 
 
Lunedì 22 Agosto 2011

Blog del Direttore / Chi guida ubriaco o drogato è come fosse armato

 
 
 

Cinque ragazzi francesi stanno viaggiando sull’autostrada A26. Stando andando in vacanza in Slovenia. Sulla stessa carreggiata corre, contromano, una vettura. Alcuni automobilisti riescono miracolosamente a evitarla. I cinque ragazzi francesi no. Lo schianto è terrificante. Muoiono in quattro. Il guidatore che procedeva in autostrada in senso contrario risulta positivo all’esame del tasso alcolico. È un albanese; ma poteva essere un italiano, un tedesco, un polacco, la provenienza non ha alcuna importanza. Leggi tutto

 
 
 
 
Giovedì 9 Giugno 2011

Blog del Direttore / Come ha fatto Fiat a diventare padrona di Chrysler in 23 mesi

 
 
 

La Fiat ha bruciato le tappe. E con sei mesi di anticipo sui piani è diventata padrona della Chrysler. Dal 27 maggio la Casa torinese detiene la maggioranza assoluta delle azioni della Chrysler: il 52%. Una “scalata” benevola maturata in meno di due anni: 23 mesi per l’esattezza.

Proviamo a riepilogarne le tappe: appena due anni fa, il 10 giugno 2009, Fiat ottenne dal governo americano il 20% della proprietà di Chrysler a fronte di certi impegni industriali poi rispettati (il resto era in mano all’amministrazione Usa e al fondo pensionistico dei lavoratori dell’industria automobilistica americana). Nel 2010 la quota Fiat in Chrysler è passata al 25%; poi a inizio gennaio 2011 è salita al 30% perché, in entrambi i casi, Fiat ha raggiunto gli obiettivi prefissati da Obama: e cioé produrre un’auto con tecnologia europea negli Usa e aumentare le vendite di Chrysler in Sud America (grazie all’estesa rete di vendite Fiat laggiù). Leggi tutto

 
 
 
 
Mercoledì 25 Maggio 2011

Blog del Direttore / Che fine ha fatto il design italiano?

 
 
 

Al prestigioso Concorso di Eleganza Villa d’Este, sulle rive del lago di Como, l’Aston Martin V12 Vantage Zagato ha vinto il Design Award e la giuria ha premiato come “Best in Show” l’Alfa Romeo 33 Stradale. È un modello del 1967 progettato dal designer Franco Scaglione. Ancora oggi è considerato il capolavoro estetico assoluto della Casa del Biscione. In quell’epoca forse irripetibile dell’industria automobilistica nazionale, lo stile italiano raggiunse livelli di eccellenza mondiale. Chris Bangle, il celebre designer americano che una quindicina di anni fa rivoluzionò gli schemi stilistici della BMW, ha sempre indicato il design italiano degli Anni Cinquanta e Sessanta come il momento magico nella storia dell’estetica applicata all’automobile. Erano macchine che emozionavano. Leggi tutto

 
 
 
 
Giovedì 21 Aprile 2011

Blog del Direttore / I “blitz” Volkswagen e i ritardi Fiat

 
 
 


Le immatricolazioni a marzo in Europa - 27 Paesi - hanno segnato una contrazione del 5% su base annua. Spagna e Italia sono stati i mercati in cui il calo èstato più accentuato, attorno al 29%. Nel quadro negativo generale, c’ètuttavia stato chi ha visto il segno positivo: la Volkswagen, per esempi, ha venduto il 3,8% in più, la BMW il 7%. Il gruppo Fiat ha invece incassato un meno 20%: 106.836 le vetture vendute contro le 133.563 di un anno fa. Anche a febbraio l’industria automobilistica torinese aveva registrato un calo del 16,7%. Leggi tutto

 
 
 
 
Venerdì 4 Marzo 2011

Blog del Direttore / La Fiat, la Lancia Thema, la sfida alle tedesche

 
 
 

Il Salone di Ginevra è un campo neutro per i costruttori d’automobili. A Detroit giocano in casa le “Big Three” americane; a Parigi i francesi; a Francoforte i tedeschi. Per i marchi del gruppo Fiat – Lancia, Alfa Romeo e naturalmente Fiat – l’esposizione svizzera è stata certamente un successo d’immagine. Non c’è dubbio che la berlinetta 4C dell’Alfa sia stata una delle vetture più ammirate. La silhouette, sicuramente riuscita sebbene non innovativa, e soprattutto il ritorno alla trazione posteriore in un modello di serie del Biscione hanno fatto centro. Che qualcosa si stia finalmente muovendo a Torino? Leggi tutto

 
 
 
 
Venerdì 21 Gennaio 2011

Blog del Direttore / Marchionne, la Fiat, le auto. Il futuro.

 
 
 

Archiviato il referendum di Mirafiori – ricordiamo che il “sì” all’accordo ha vinto col 54 per cento dei voti – gli analisti scrutano il futuro della società diventata ormai italo-americano, cioè la Fiat Chrysler guidato da Sergio Marchionne. A una settimana dalla riunione del consiglio di amministrazione della Fiat, che dovrà approvare i conti del passato esercizio, alcune società specializzate in analisi finanziaria hanno presentato il conto: il titolo Fiat non convince e il dato negativo delle vendite peserà in borsa. Leggi tutto

 
 
 
 
Mercoledì 5 Gennaio 2011

Blog del Direttore / Marchionne si gioca i suoi 3 assi

 
 
 

L’Alfa Romeo diventerà tedesca? Marchionne venderà una parte della Ferrari e acquisirà la maggioranza della Chrysler? E che futuro attende Montezemolo? Per settimane sui giornali economici non si è sussurrato d’altro. Pettegolezzi, rivelazioni, smentite. Ma come spesso accade, le voci non nascono mai per caso. La rivoluzione è veramente dietro l’angolo. E tutte queste grandi manovre sotterranee intorno al mondo dell’automobile sono strettamente connesse fra loro.
Cerchiamo di capire fino in fondo qual è la strategia che ha in mente Marchionne per il futuro dell’auto. Un futuro che condiziona mezza Italia: dagli operai di Mirafiori e Pomigliano, a chi acquista le Alfa Romeo, a chi tifa per la Ferrari in F.1, fino a chi opera in borsa. Tutte queste insospettabili persone saranno in qualche modo condizionate da quel che sta per accadere.

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Giovedì 18 Novembre 2010

Blog del Direttore / La Fiat 500 all’esame degli USA

 
 
 

È cominciata l’avventura americana della Fiat 500. In una cornice hollywoodiana, in quella città dei sogni che è da sempre Los Angeles, Sergio Marchionne ha tenuto al battesimo lo sbarco della utilitaria sul mercato Usa: motore 1.4 litri Multiair da 101 cavalli, piccole modifiche estetiche, sospensioni riviste, prezzo a partire da 15.500 dollari. Rispetto alla versione italiana costa circa 2.500 euro di meno. Ma gli allestimenti non sono uguali.

Da noi la 500 con motore 1.4 parte da 15.450 euro (versione Lounge), ma bisogna considerare che il prezzo italiano comprende l’Iva mentre quello Usa è privo delle tasse che da stato a stato negli Usa vanno dall’8% al 13%. Quindi i 15.500 dollari della 500 americana (che al cambio attuale fanno circa 11.000 euro) vanno confrontati con i 12.875 euro senza Iva della 500 nostrana.

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